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Il Partito liberale di massa.
Opportunità raggiunte, velleità irrisolta,
opportunità da cogliere

A 29 anni dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi, è arrivato il momento di chiedersi se la sua missione politica sia compiuta o ancora incompleta.

Di questo e molto altro abbiamo discusso questa sera nell’ambito del convegno “Il Partito liberale di massa. Opportunità raggiunte, velleità irrisolta, opportunità da cogliere”, promosso da Piemonte Libertà e dall’associazione Obiettivo Piemonte. Insieme a me sono intervenuti: Enzo Ghigo, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, Marco Taradash, dirigente di Più Europa e Alberto Nigra, Presidente di Piemonte Libertà.

Sono emerse tante considerazioni interessanti, a partire dalla necessità di costruire un “contenitore” non solo politico, ma sociale e culturale, per le tante e diverse anime liberali che in Forza Italia avevano trovato una rappresentanza e che sono, oggi più che mai, una risorsa fondamentale per il nostro Paese.

QUI IL RIASSUNTO DEL MIO INTERVENTO

Ripenso al Carlo Giacometto di allora, avevo 21 anni, e aderivo con entusiasmo a un movimento che andava oltre la cosiddetta Prima Repubblica, che guardava oltre ai partiti ideologici per promuovere una coalizione di centrodestra che chiedeva agli elettori il riscontro su un programma. Preciso, puntuale e verificabile. E che voleva costruire una democrazia dell’alternanza, modello cui tendere ancora oggi nella nostra Nazione.

Servivano per questo due poli forti, distinti ma con una proposta che parlasse al “centro” dell’elettorato. Purtroppo non c’è stata la capacità di allargare il campo, se non con il Popolo delle Libertà fondato da Berlusconi nel 2008, in qualche modo erede della Balena bianca, ma adeguato ai tempi nuovi. Io sono rimasto a quell’idea lì. All’idea di un grande partito della Nazione.

A breve ci sarà una competizione elettorale su base proporzionale, tutti i partiti dovranno pertanto esasperare la propria spinta identitaria. E invece io vorrei lavorare per costruire politica dell’alternanza, basata sulla competizione di idee e programmi.

La grande eredità dell’impegno politico del Presidente Berlusconi sta ancora oggi in alcuni temi che lui ha reso centrali nell’agenda politica: la questione fiscale, la cultura garantista, l’atlantismo. In questo senso, l’obiettivo è pienamente raggiunto. E la missione compiuta.

IL VIDEO DEL CONVEGNO

Per rivedere il convegno, clicca qui. La registrazione è a cura di Radio Radicale